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torniamo a qualche anno fa...

 Ok, ma DOVE è finito il mio quad?

 Francesco, ogni anno, quando cominciava a fare freddo, non vedeva l’ora che arrivasse il Natale. Attendeva con impazienza la prima neve – segnale inequivocabile dell’avvicinarsi delle feste. In quel momento sapeva di poter scrivere a Babbo Natale. A dire il vero, sua mamma gli aveva ripetuto più volte che Babbo Natale non esisteva, e che certamente non avrebbe risposto. Tuttavia, il nostro Francesco, con la freschezza dei suoi 7 anni, continuava a disegnare i regali tanto attesi. Il solo pensiero che la sua lettera sarebbe giunta nel grande nord e che sarebbe stata letta da Babbo Natale in persona lo riempiva di entusiasmo. 8 anni fa, dopo aver spedito l’ennesima lettera senza ricevere risposta (anche se i regali, fatto strano, corrispondevano ai desideri espressi – eccezion fatta per il quad, rimasto in panne, a detta dei genitori, a causa di una tempesta di neve), Francesco cominciò ad avvertire i primi dubbi. Cosa combinava questo Babbo Natale? Conoscevamo il ragazzino piuttosto bene, ed in un passato non troppo lontano, quando eravamo bambini, abbiamo avuto lo stesso problema.

św. Mikołaj

 Due litri di cioccolata calda

Dopo un momento di riflessione, decidemmo di contattare personalmente Babbo Natale, per risolvere una volta per tutte il problema della corrispondenza sulla linea Polo Nord – resto del mondo. Dopo lunghe conversazioni e due litri di cioccolata calda davanti al camino, stabilimmo che Babbo Natale non solo avrebbe risposto, ma che avrebbe anche scritto di propria iniziativa ai bambini di tutto il mondo, piccoli e grandi. Pur essendo entusiasti, avevamo un po’ di incertezze legate alla barriera linguistica, alla distanza e a tanti altri problemi. Ma in fin dei conti tutto può essere risolto. Il Natale è la cosa più importante!

 Fabbrica finlandese

 Affascinati dall’effetto delle nostre discussioni, ci mettemmo al lavoro per preparare la lettera che ogni bambino avrebbe potuto desiderare, personalizzata al 100%. Una settimana dopo, eravamo già a pieno regime. La carta speciale della fabbrica finlandese sarebbe stata decorata dalle grafiche di un nostro amico di grande talento, conosciuto ai tempi dell’infanzia durante le ore passate giocando a nascondino. Alla fine della lettera avrebbe fatto bella mostra di sé un timbro dorato impresso a mano, progettato da un conoscente un po’ eccentrico di origine scandinava. Il resto del lavoro lo avremmo lasciato all’inventiva di Babbo Natale ed al nostro intuito. “Ce la faremo?” – questo pensiero ci tormentò per lunghe settimane. Non restava altro che metterci al lavoro ed essere positivi.

 

Le prime lettere sono partite nel mondo già dopo 10 mesi. Marco e il suo fratello minore, Luca, come due dei primi destinatari delle lettere, sono rimasti impressionati(papà cominciò a pensare alla strana scomparsa di un quad che ha avuto luogo un anno prima), e il resto della famiglia è stata presa da una improvvisa e inspiegabile eccitazione. Anche il nonno lanciò uno sguardo sulle lettere recentemente aperte, e adocchiando attentamente il sigillo disse: Lo confermo, è l’autentico – facendo un occhialino al papà in gesto di accordo. In quel momento, la gioia ha raggiunto il suo apice, e una lunga analisi delle lettere non ha avuto fine. Infine, le cose hanno cominciato ad avere un senso.

 Gran finale!

Bisognava ammetterlo in tutta onestà... se due lettere avevano dato così tanta gioia, non ci restava altro che metterci al lavoro, in compagnia di Babbo Natale. Questa storia continua a riempirci di energia – qualità che di certo non manca all’arzillo vecchietto dalla barba bianca! Arrivederci a presto!

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